Vai a spiegarlo che sei di frontiera

Trieste è il bordello dell’Europa Orientale. Una sottospecie di limbo tra Occidente e Oriente, il cancello sulla cortina di ferro, un posto un po’ a caso, lasciato dagli Illiri e preso da molti.

E’ difficile spiegare cos’è un Triestino al resto del mondo. Ci ho provato molte volte quando me ne sono andata.

“I’m from Italy, the northeast. Trieste, to be specific. I’m Italian but not as much as someone from Milan.”

Vai a spiegarlo a qualcuno che sei di frontiera, che sei stata più volte in Slovenia che a Venezia. Al contempo però, è questa la bellezza di Trieste, l’essere un bordello.  D’altronde chi si annoia in un bordello?

Certo, è un po’ ipocrita da parte mia scriverlo, però ecco, il fatto è questo: quando cresci vicino al mare, l’orizzonte è sempre troppo vicino e dannazione, c’è di sicuro un altro orizzonte più esteso, più intrigante, più blu. Nella sua complessità di bordello, Trieste rimane pur sempre un porto. Che altro si fa da un porto, se non partire?

Non fraintendere,  amo la città dove sono nata e cresciuta. Trieste è un mondo a sé, un soffione sul mare, bella.

di Caterina Barbi

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