Una Notte al Liceo

Chi l’ha detto che il latino non serve più a niente e che con la filosofia non si mangia? Troppo spesso, durante le ore di lezione, tende a sfuggirci l’utilità di quanto studiamo e apprendiamo durante gli anni del liceo.

La Notte dei Classici, che quest’anno volge alla sua terza edizione, si è rivelata utile, in primo luogo, per metabolizzare contenuti e materiali da condividere con gli altri. Con questa, organizzandola e vivendola, è possibile capire e apprezzare il vero significato di quello che studiamo e leggiamo.

Rocco Schembra, docente di lettere classiche presso i licei Gulli e Pennisi di Acireale, ha ideato questa iniziativa per discutere. Ha pensato che fosse utile dibattere e confrontarsi a proposito della cultura umanistica in un momento storico in cui sembra che tutto giri attorno al sapere scientifico e all’ipertecnicismo. Da un’idea così semplice ne è nata una manifestazione eterogenea e poliedrica: dibattiti, conferenze, letture in lingua originale, performance teatrali e musicali, laboratori curati da docenti insieme a studenti animano la scuola in un’atmosfera del tutto insolita: di notte. A renderla ancora più “strana” è sicuramente la sinergia che si crea tra insegnanti e allievi, lo spirito di condivisione e di appartenenza che finisce inevitabilmente per emergere ed invadere le mura scolastiche.

Anche quest’anno il liceo Petrarca ha deciso di mettersi in gioco per far rivivere i classici e riscoprirli in chiave moderna.

 

Tra le tante scelte possibili, tra le molte idee appetibili, il tema scelto come filo conduttore durate tutta la serata è la saggezza. Nei diversi ambienti scolastici si animeranno discussioni, interviste e dibattiti per capire quanto e come questa saggezza sia importante per comprendere tanto – se non tutto – del nostro vivere, del nostro stare in società.

La volontà di lasciare “qualcosa” c’è, senza dubbio. Lo dimostra il programma fittissimo che viene proposto. Se da una parte troviamo l’esperienza, la professionalità e la conoscenza di esperti esterni, dall’altra cogliamo l’entusiasmo, la passione e la grande volontà da parte degli studenti di mettersi in gioco, di dire la propria. Ma soprattutto c’è voglia di dimostrare – come dice lo slogan dell’evento – che “i classici hanno ancora molto da dare”.

Troviamo la conferma di tutto ciò nell’aspetto che caratterizza, senza ombra di dubbio, questa manifestazione: il clima di festa. Nonostante tutto, nonostante il fatto che ci si trovi a scuola, ti senti coinvolto in un clima più unico che raro. Il sorriso sulle labbra dei ragazzi, la serenità sui volti degli ospiti e la percezione che la scuola sia più viva che mai ti permette di capire che in quel momento nulla è inutile. Anzi. Perché se è vero che bisogna fare due passi indietro per andare avanti di uno, evidentemente ne vale la pena: vedere un giovane rielaborare ciò che studia per farlo proprio, giustifica il prezzo del biglietto.

Se si pensa, poi, che non c’è il biglietto, allora non avete scuse: il Liceo Petrarca di Trieste vi aspetta!

di Allegra Carboni e Nicolò Rosato

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