Trieste è un puzzle

Trieste è un puzzle. Un’istantanea divisa in tanti piccoli grandi mondi che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro. Un gioco di pazienza in cui il singolo frammento non ha senso se non si relaziona con gli altri e diventa parte del tutto.

Trieste per me è sempre stata il luogo dell’incontro. Una città in movimento in cui convivono realtà diverse ma complementari, in cui si condensano fascino e contraddizioni da cui nasce una ricchezza di cui è difficile disegnare il contorno.

Trieste sa essere ospitale, anche se a volte si comporta come se così non fosse, e con gli anni è diventata poliglotta. È una macedonia di frutta in cui origini e sapori diversi si legano grazie alla dolcezza dello zucchero e alla determinazione del limone.

Con Basaglia Trieste ha saputo ascoltare e provare empatia per chi soffre. Si è fatta portatrice di un cambiamento coraggioso e audace, rivoluzionando la propria mentalità e sfatando i pregiudizi più radicati.

Trieste porta sulla sua pelle i segni di un passato travagliato. Cicatrici legate alla guerra e ad esecuzioni civili e militari che l’hanno travolta come un fiume in piena.

Trieste sa come aggregare le sue diverse anime e dare risalto alla biodiversità che la contraddistingue. È una perla scaramazza che dietro forme insolite cela una bellezza rara.

di Allegra Carboni

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