Respiro libertà

Mi ricordo ancora di quando da piccola mi fermavo con la nonna di fronte a Piazza Unità, lei osservava il mare ed improvvisamente un sorriso sereno si accendeva sul suo viso, restava immobile a contemplare quello spettacolo di colori e mi diceva: “questo posto è speciale”. Io mai riuscivo a capire cosa ci fosse di così tanto speciale nella mia città, ero talmente abituata a vivere circondata da quelle meraviglie che la loro unicità riusciva persino a sfuggirmi.

Crescendo ho capito, ho cominciato ad innamorarmi di questa città “che in ogni parte è viva”, ho cominciato ad ammirare con occhi sognanti tutto ciò che da bambina talvolta non erano capace di vedere.

Trieste è tutto ciò che io possa desiderare da una città, è tutto quello che ho sempre cercato: Trieste è la via troppo stretta in Cavana nella quale non si riesce a camminare in due affiancati; Trieste è la chiesetta sempre aperta nella quale posso trovare un po’ di pace e serenità; Trieste è la vecchia brontolona che ogni giorno rivedo “navigar per le vie del centro”; Trieste è il nostro mare, palcoscenico di giochi di luci, colori e suoni, ospite di migliaia di uccelli e pesci che ogni giorno  contribuiscono a rendere questa cittadella alle volte dimenticata, unica.

È proprio sul nostro mare che vorrei soffermarmi. Per noi triestini è spesso scontato vivere in una città che si affaccia su un’immensa distesa di blu, è scontato affacciarsi alle finestre e vedere il mare all’orizzonte, il sole che vi si immerge dentro al tramonto, i ragazzini che si tuffano in acqua d’estate, la gente che passeggia lungo la costa per raggiungere il meraviglioso castello di Miramare, dove tutte le onde sembrano confluire. Eppure non è un privilegio concesso a tutti, Trieste dispone di un dono, una fortuna che va preservata e custodita come il più prezioso dei gioielli che possediamo.

Ora ritorno spesso nel luogo in cui mi fermavo sempre da bambina con la nonna, mi volto verso il mare, lo contemplo come fosse la più grande delle porte d’accesso per il mondo che sta lì fuori, oltre quell’orizzonte, e ve lo posso assicurare: ogni volta respiro libertà.

di Stefania Montesion

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